Mea Culpa.

Oggi se guardiamo le nostre coste, bagnate da un mare splendido, troveremo molto probabilmente un barcone di clandestini a solcarlo. Ormai sono migliaia quelli che approdano nei paesi affacciati sul mare. I nostri politicanti cercano le soluzioni, l’Europa intera parla di soluzione al problema dei “barconi”. Il punto sul quale voglio soffermarmi è questo:”Chi ha creato il problema?”. A parte tutte le menzogne che ci vengono cantate ogni giorno in Tv, chiunque abbia un po’ di obbiettività e un minimo di conoscenza storica avrebbe la risposta. Una risposta scomoda, e che viene cancellata dalla mente per convenienza e pregiudizio. Se ricordiamo storicamente le espansioni coloniali dell’uomo occidentale possiamo iniziare a capire un po’ il presente. L’uomo bianco ha sempre cercato di strappare dalle mani di altri ciò che non era suo, solo ed esclusivamente per arricchire le corone d’appartenenza. Cancellando così, ogni diritto degli abitanti nativi di un paese. Non solo si appropriò delle terre, ma anche delle sue ricchezze, diamanti, oro, argento e chi più ne ha più ne metta. Per giustificare i loro misfatti, pubblicizzavano i nativi delle terre scoperte e conquistate come animali, senza cervello, miseri, inferiori come razza, intelletto e cultura. Il concetto di razza nasce e viene inculcato nelle menti degli occidentali, non solo negli “Zoo umani” nel quale venivano mostrati gli uomini di colore come se fossero bestie in gabbia, ma anche a livello scientifico, con studi e teorie da parte di scienziati che proclamavano la loro teoria di superiorità del bianco, con misurazioni di crani, peso del cervello ecc. ecc.  tutte teorie smentite da altrettanti scienziati di colore, che in studi minuziosi avevano messo in discussione le teorie sulle razze di quegli anni. Era però difficile in un clima del genere per un “Negro” far valere le sue teorie, specialmente se si interponevano alle leggi dell’epoca. Durante il colonialismo, alcuni eserciti che arrivarono a conquistare territori africani credevano di trovare, come già ho detto, animali senza nessuna civiltà. In realtà molti rimasero stupiti dal trovare, regni organizzati alla perfezione, dove la disoccupazione era inesistente, un popolo civilizzato. Questa è ad esempio la storia del Congo di Donna Beatriz, leggete della sua vita. Pubblicizzare la loro inferiorità, trasformandoli agli occhi delle popolazioni europee come barbari e bestie incivili, era in realtà una scusa per giustificare i crimini che venivano commessi ai popoli proprietari per nascita, di terre ricche di materie prime e oro. Questa è solo una minima parte di ciò che succedeva durante i periodi coloniali, basta leggere su internet i crimini commessi dagli stati occidentali dell’epoca. Ed ecco che, il pregiudizio razziale è imperversato nelle società “Bianche” in maniera profonda. Ancora oggi questo è presente i maniera spaventosa, e ogni giorno aumenta, non tenendo conto del fatto che le guerre causate nei giorni nostri, in zone come Siria, Afghanistan, Libia. Iraq, sono sempre state causa di noi occidentali, sempre come all’epoca dei coloni per lo stesso identico motivo; gli interessi per le ricchezze territoriali, quali sono; petrolio e gas. Utilizzano gli stessi identici mezzi, creiamo un problema facendolo diventare un pericolo per la sicurezza, lo pubblicizziamo con ogni mezzo, poi una volta cotti per bene diamo la soluzione, che sarà quella più favorevole ai nostri interessi, guerra. Lo stesso metodo fu usato per gli uomini di colore, pubblicizzare paura del diverso,sottomettendoli, per gli scopi dei potenti. Ad ogni azione vi è una causa e un effetto! Infatti gli effetti di quelle guerre sono oggi sotto gli occhi di tutti. Città rase al suolo, società distrutte, uomini, donne e bambini che scappano dalle guerre e dalla miseria causata ancora una volta dall’uomo bianco.  Ora con l’avvento di un esercito fondamentalista, finanziato tra l’altro e creato da persone col “volto pallido”, abbiamo paura che possano fare attentati a casa nostra.  Questi, oggi, vivono e utilizzano il terrore e la miseria dei paesi bombardati e senza governi di controllo per acquisire forza e “militari” da sacrificare per la guerra contro l’impuro. Io rinnego la violenza , perchè lede il diritto di vita di ogni uomo, ma questo è l’effetto di una politica terroristica occidentale, che all’epoca di Napoleone veniva chiamata colonialismo, nell’era moderna “missioni di pace”. Probabilmente oggi, ci ritroveremo a dover combattere un nemico creato da noi stessi e da una politica iniziata da Antenati “Bianchi” che pagheranno i nuovi figli “Pallidi”, e pensare che sono di colore solo perchè nati in una zona geografica diversa dalla nostra e che il loro colore scuro, è dato da una concentrazione maggiore di melanina che li protregge dal sole cocente di quelle zone. Bisognerebbe oggi, solo riflettere…

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Scelte….

La vita è fatta di scelte!

Non ho detto niente di nuovo probabilmente menzionando questa frase, ma in essa si racchiude il destino del mondo e di ogni individuo. Il libero arbitrio, la libertà di scegliere nel nostro tempo, nell’era della tecnologia è oggi così poco reale che non si può più parlare di libertà. Pubblicità, masmedia, giornali, influenzano la nostra scelte in maniera così incisiva da non rendercene nemmeno conto. Molti di voi sono ancora scettici sulla reale forza di persuasione dei sistemi televisivi e pubbicitari, ma per darvi un’ idea vi faccio un esempio: i supermercati dove noi facciamo la nostra normalissima spesa usano tecniche di persuasione, ad esempio, posizionando prodotti d’interesse in maniera strategica. Un determinato prodotto viene posizionato in scaffali ad altezza occhi piuttosto che in basso. Sono stati fatti diversi esperimenti, ed è risultato che il posizionamento di determinati prodotti in zone studiate in precedenza per incrementare la vendita di un prodotto, induce il cliente a sceglierlo. Un’altro esempio potrebbe essere quello della pubblicità, di solito sui volantini pubblicitari, vi è sempre un bel viso di un uomo o di una donna, sorriso perfetto, di bella presenza che mostra e invita a comprare un determinato servizio o prodotto. Ma perchè quell’individuo sembra così convincente? In realtà non sta nella loro bella presenza, saremmo degli scemi se ogni volta che qualcuno di bella presenza ci invita a spendere i nostri soldi  noi gli dessimo retta. Il segreto sta negli occhi dell’individuo. I pubblicitari tendono graficamente a far si che l’individuo/a nel volantino abbia le pupille dilatate. In natura l’essere umano aumenta il diametro delle pupille quando vede qualcosa di bello e interessante e che piace. Se vedete due persone innamorate ricordate di notare le loro pupille. Con le pupille dilatate il viso della persona del volantino vi sembrerà più influente e il suo messaggio di vendita più veritiero. images

Guardate l’immagine sopra, quale parte del viso vi sembra meno attraente?

Le strategie di vendita sono una delle cause della fine della libertà di scelta. Perciò state attenti a non farvi fregare da questi trucchetti. Ci sono però scelte che non dipendono da strategie di marketing o pubblicitarie e sono quelle su noi stessi. Ad esempio il voler rimanere se stessi ovunque si vada, è una scelta che dipende solo da noi, scegliere di fare bene o male dipende da noi, essere egoisti, vendicativi, orgogliosi, presuntuosi, solidali, onesti. Sono tutte scelte che dipendono esclusivamente da noi stessi. Conosciamo bene le strade che porterebbero la nostra società ad un netto miglioramento, ma la nostra scelta rimane sempre identica, tant’è che scegliamo più di lamentarci per ciò che non va nella nostrà realtà, piuttosto che scegliere di prendere una strada diversa per poter cambiare effettivamente le cose. Ripeto contiuamente “Scegliere” volutamente, perchè dal momento in cui apriamo gli occhi appena svegli scegliamo, tutta l’esistenza degli uomini è basata sullo scegliere, il problema non sta nell’azione del cervello che ci porta a farlo, ma su cosa scegliamo. Immaginate i politici se la smettesero di scegliere i propri interessi cambiando la loro scelta verso azioni di aiuto concreto a favore della collettività, che società e che paese sarebbe oggi l’Italia? Se il vicino di casa scegliesse di bussare a casa per dirvi: “Salve noi siamo i suoi vicini di casa, abbiamo visto che si è appena trasferito e vorremmo darle il benvenuto nella nostra città” piuttosto che guardarvi strano e non degnarvi di una parola, e ancor meglio sarebbe, se noi stessi cercassimo di fare la stessa cosa, quale vita e quale società oggi vivremmo? Tutto ciò che oggi viviamo è frutto di scelte e azioni sbagliate, che hanno voltato lo sguardo e tradito la conoscenza  del bene in qualsiasi forma. Ho due frasi in mente, e sono frasi dette come messaggio per un mondo di scelte giuste, che a prescindere dal suo autore sono le fondamenta per una società migliore e sono queste: “Non fare all’altro ciò che non vuoi che sia fatto a te.” La seconda: ” Ama il tuo prossimo come te stesso.” E’ l’odio, la vendetta, il rancore, il potere, il denaro, la perdità della nostra umanità verso una sempre più concreta bestialità che ci sta portando alla fine di ogni gesto di benevolenza e d’amore. Scegliete………

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Senz’anima..!

C’è una cosa che mi ha colpito molto discutendo sulla difesa del territorio in cui si vive, e quindi della propria patria. Un qualcosa a cui fece riferimento lo stesso Montanelli, durante una sua intervista dove parlava degli italiani, ed è questo:” Se dovesse venire uno straniero a prendersi l’Italia che sia tedesco, francese o americano e mi da il lavoro, per me, il mio Stato diventa il tedeso, il francese o l’americano”. Questa affermazione rimarca e rafforza ciò che Montanelli diceva sul fatto che gli Italiani sono facilmente adattabili. Un italiano che va in America, diventa americano, uno che va in Francia diventa francese, viene assorbito e prende l’identità dello stato e della società in cui vive. La realtà di fondo a questo adattamento, che la si può inquadrare come una virtù ma anche come un grosso difetto, dipende dal fatto che l’Italia è fondamentalmente un paese ignaro di se stesso. Un paese che non conosce il proprio passato non può minimamente creare il proprio futuro. Ecco che la frase riportata conferma a pieno la tesi che Montanelli aveva enunciato durante la sua intervista, dove spiegava che il futro dell’italiani lo vedeva brillante, ma non per l’Italia, lei non ci sarà. “Gli italiani nei lavori servili sono i migliori d’europa ma non solo, abbiamo i migliori scenziati, per questo dico che per gli italiani ci può essere un futuro brillante.” Così il giornalista spiegava la fine di un’Italia senza il proprio” io”. Se riportiamo le parole del giornalista e le equipariamo ai giorni nostri, non possiamo che renderci conto di quanto poco legati siano gli italiani alla loro Italia. Sono in troppi quelli che non conosco minimamente la storia Italiana, non solo la storia più antica, ma anche quella contemporanea e di certo fanno ben poco per conoscerla. Voglio avvalorare ancor di più questa opinione pensando agli scandali che hanno contornato la storia italiana, eppure a smentire la tesi non c’è nessuna rivolta (rivolta non intesa come violenza) del popolo contro le istituzioni, che segnasse in maniera eclatante la politica odierna. Ciò che ricordo sono le proteste dei lavoratori contro i padroni, ma una reale rivoluzione in Italia non c’è mai stata. Forse se molti si documentassero, potrebbero ritrovare quella forza, quell’orgoglio che avevano caratterizzato i moti del 48′, quando dopo anni di assedio straniero, alzarono la china per riprendersi ciò che spettava loro di diritto, l’Italia. Un popolo che nega le sue origini, un popolo senza bandiera nega la sua dignità, i suoi usi, i suoi costumi, distrugge le sue tradizioni e da libero accesso alla tirannia. Vorrei ricordare un proverbio indiano: “Per voi uomini bianchi il paradiso è in cielo; per noi il paradiso è la terra. Quando ci avete tolto la terra, ci avete tolto il paradiso” Ecco, se non fosse importante difendere la propria terra, perchè gli indiani avrebbero dato la vita per essa? Oggi forse saremmo ancora soggiogati dalla tirannia austriaca se i nostri connazionali dell’epoca non avessero sentito il bisogno di difenderla. Difendere la propria terra, non significa difendere il politico ladro che la distrugge, che sputa sui doni che essa da, dal quale stiamo solo prendendo senza degnarci di restituirle qualcosa in cambio, come ad esempio il rispetto. Vuol dire oltremodo, se mai, difenderla da questa gente che sta facendo dell’Italia il posto peggiore in cui vivere, dove ciò che regna non è più la bellezza ma il soppruso e l’immondo egoismo. Anche le sue bellezze sono già state macchiate dall’insulso denaro, mettendo in vendita  opere e monumenti. Quale popolo lo lascerebbe fare? Quale cittadino lascerebbe in mano le sue bellezze a questi miseri personaggi incravattati, che ostentano la loro cultura, ma che in realtà sono degli asini patentati e criminali. E ancor più, quale popolo assistito da lungimirante senno, lascerebbe il proprio futuro in mano a cialtroni miserabili?  E’ possibile che a nessuno ribollisca il sangue davanti a tutto questo? E’ proprio un peccato che non ci siano molti più indiani a questo mondo……….matisse_viso_senza_volto

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Nostalgia….

Ricordo un tempo dove i bambini giocavano spesso a pallone vicino casa dopo la scuola, in alternativa si giocava a nascondino o a “Un, due, tre stella”. I videogiochi non erano altro che un passatempo di riserva, (se così si può definire) per le giornate di mal tempo che non permettevano di uscire di casa. Sulla lista i videogiochi erano però superati da, macchinine, soldatini, riproduzioni di super eroi in miniatura, biglie di vetro, bicicletta, cartoni animati di bim bum bam o Solletico. Ma appena possibile ciò che premeva di più era stare all’aria aperta, e se seduti su un muretto inventarci di tutto e chiacchierare, senza fare la pausa Facebook col telefonino dove tutti guardano il cellulare senza nemmeno guardarsi in faccia mentre uno parla. Non esistevano nemmeno, nessun bambino a 13 anni ne possedeva uno, eppure si viveva bene lo stesso, anzi potrei dire senza dubbio che si viveva meglio. Quando arrivava il giorno della festa patronale le bancarelle erano per noi una miniera d’oro di giocattoli, la maggior parte di noi comprava pistole da cowboy. Il giorno dopo potevate scommettere che ci nostalgia4avreste trovato a giocare a guardie e ladri per il paese, e non avreste assolutamente perso. La Domenica rigorosamente in chiesa, e al termine della funzione religiosa a pranzo dai nonni, e non vedevi l’ora perchè avresti giocato con i cuginetti. Ricordo quando  si scambiavano le macchinette, un po’ come si faceva con le figurine, si usciva da scuola, si facevano i compiti e si aspettava che il compagnetto venisse con la sua busta di macchinine per fare l’equo scambio. Socializzare era importante, in realtà contava di più  stare insieme. Avevamo grande inventiva, costruivamo case sugli alberi, fucili di qualsiasi misura con bastoni e pezzi di legno. Potevamo diventare con la nostra fantasia cacciatori, atleti di arti marziali, calciatori, poliziotti, ladri in una sola giornata, dipendeva solo ed esclusivamente da cosa volevamo in quel momento. L’inverno naturalmente era per noi una sofferenza per le sue giornate corte, il tempo lo si passava maggiormente a casa o se capitava dopo aver fatto i compiti a casa di qualche amico, ma non sempre. Quando la scuola finiva le giornate iniziavano ad allungarsi, e quasi immediatamente il sorriso sui visi bianchi e lisci di noi bambini aumentava in base a come la giornata diventava più lunga. In cuor nostro sapevamo benissimo che quando la giornata avrebbe avuto più ore di luce, le nostre mamme ci avrebbero permesso di giocare per qualche ora in più. Molte mamme non avevano patente, altre non guidavano se non in paese e per andare al mare si prendeva il pullman che ti portava nella spiaggia più vicina, con sabbia bianca finissima, un mare azzurro, limpido da non invidiare nulla ne ai Caraibi ne alle Maldive. Intorno alle 19.00 il pullman ci aspettava per il rientro e dopo un inverno potersi spogliare degli indumenti invernali, farsi il bagno in quel paradiso e sentire il sole sulla pelle era assolutamente una botta di vita. Quando si rientrava dopo aver cenato si usciva un po’ sotto casa per giocare a nascondino, poterci giocare di notte per noi era la fine del mondo (era più difficile essere trovati). Rientro entro mezzanotte, sforare l’orario datoci per il rientro significava punizione assicurata, e prenderla d’estate era una tortura pazzesca, voleva dire sentire i bambini giocare all’area aperta e darsi appuntamento per la sera mentre tu dietro le persiane rimanevi a guardare sperando che il tempo passasse in fretta. Oggi non vedo altro che bambini a tredici anni attaccati ai videogiochi o ai cellulari, e se in compagnia non sanno far altro che parlare di videogiochi, togliendo tempo alla socializzazione, all’inventiva, allo sport che tanto aiuta non solo nel socializzare ma a formare il carattere e ad acquisire sani principi e lezioni di vita. Non metto in dubbio che nell’era digitale un bambino che non sappia usare un computer sia, come dire, fuori dal mondo, ma penso che razionare la sosta davanti a questi apparecchi sia la cosa ideale, per far si che il bambino possa formare il suo carattere senza nascondersi dietro un dispositivo alle prime difficoltà riscontrate durante l’approccio con gli altri. Mi dispiace in un certo senso che molti bambini d’oggi non avranno possibilità di conoscere gli anni che in parte ho raccontato, oggi neanche i cartoni animati sono più quelli di una volta, oggi per imbambolare i bambini hanno fatto direttamente canali che li trasmettono ventiquattro ore su ventiquattro, a mio avviso scelta sbagliata che si rifà in pieno al discorso delle consolle. Oggi il mio pensiero è rivolto al passato e non potete capire che nostalgia…..

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Il sogno di una libertà che non c’è!!

Oggigiorno non si sente altro d’ immigrati che arrivano nelle nostre coste. In migliaia si riversano sui nostri porti, denutriti, moribondi, con bambini e donne che rischiano la morte per un briciolo di speranza. Una speranza che però risulta vana, quando, una volta arrivati sulle nostre coste, ci si accorge che la speranza non l’hanno manco più gli italiani, o una buona parte di essi nel vivere ogni giorno la sua società e il suo territorio.  A instillare questa speranza non sono altro che gli scafisti, che per un lauto guadagno li trasportano qua e la per il mediterraneo.  Ecco che, i giornali e le tv concentrano  su questo fenomeno tutto il proprio interesse, lo sottolineano talmente bene che agli occhi degli italiani la colpa è di chi viene cercando un posto migliore, distraendo cosi l’interesse dalle intenzioni dei corrotti in parlamento. E’ vero l’emergenza dei clandestini è importante e di certo non da sottovalutare, ma non si può dare la colpa a chi viene qui per il diritto alla Vita. Ecco che l’ignoranza porta l’essere umano a colpire i più deboli per dargli le colpe della sua vigliaccheria. Perchè chi se la prende con i più deboli è un vigliacco, chi sfoga le sue angosce su i più deboli è vigliacco e chi pensa che la situazione italiana vada male per colpa dei clandestini è un idiota patentato. Piuttosto dovrebbero fermarsi a riflettere su chi ha permesso che questo avvenisse, e perchè. Lo stato ha firmato dei trattati che comprendevano anche l’accoglimento di queste persone, in più lo Stato italiano percepisce contributi europei per l’accoglienza. Tutti questi soldi non sono certo un regalo da parte dell’Europa, anzi, devono essere prima o poi restituiti e vanno inesorabilmente ad aumentare il debito pubblico. Conviene allo Stato italiano prendere questi finanziamenti che di certo, viste le condizioni di molti centri d’accoglienza, non vanno certo a finire tutti allo scopo ultimo per il quale vengono stanziati. Il problema è che lo Stato non ha nessuna intenzione di fermare l’immigrazione clandestina, perchè questa è una forza lavoro votata al risparmio aziendale, che si identifica in: orari di lavoro prolungati, quindi più produzione per le aziende con un costo minimo sul lavoro, senza naturalmente nessuna copertura contrattuale (perlomeno le aziende che sono rimaste, quelle un po come dire mafiosette)immigrati. L’Italia è un palloncino pronto a scoppiare perchè saturo d’aria, oramai siamo pronti all’esplosione non mancherà molto. Il Dalai Lama ha ragione quando dice:  “Se si chiamano rifugiati vuol dire che fuggono da qualcosa ma il buon cuore per accoglierli non basta e bisogna avere il coraggio di dire quando sono troppi e di intervenire nei loro Paesi per costruire lì una società migliore“. Ecco una soluzione che potrebbe dare dei risultati. Purtroppo però i nostri politici sono impegnati a cercare di instaurare la dittatura e poi a cercare il genocidio, non certo quello che conosciamo tutti con spargimenti di sangue dei popoli, ma bensì cercando di far diventare un popolo “la minoranza” in casa propria. Un po’ come fece la Cina quando invase il Tibet. Rendere insignificante un popolo per non sporcarsi le mani di sangue.  Vorrei dire a chi se la prende con gli immigrati, di mettere più energia nel combattere i politici che hanno permesso questo, perchè le palle bisogna averle nel combattere i potenti e non gli ultimi. Perchè ben poco patriottismo e poco attaccamento alla patria ho visto dal mio stesso popolo quando hanno ucciso persone innocenti come magistrati, politici onesti, cittadini onesti, poliziotti, carabinieri, durante gli scandali di tangentopoli, oggi sull’Expo e il Mose, nessuno si è ribellato ai Presidenti del Consiglio non votati da nessuno che sono il passo verso la distruzione democratica delle istituzioni. Allora vi chiedo miei cari concittadini: in tutte queste cose la colpa di chi è stata? Dei clandestini? Come direbbe Totò: ” Ma mi faccia il piacere”.

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A voi con l’uniforme…

fotoalzabandieraGiuro d’essere fedele alla Repubblica Italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina ed onore a tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni“. 

E’ cosi che inizia la vita di un militare, con un giuramento che sottintende al suo interno la difesa della democrazia e della legalità in tutto il suo significato. Purtroppo oggi questo giuramento viene travisato da chi fa di voi, non più i difensori della libertà e dei princìpi Costituzionali che la difendono, ma i difensori di criminali che vi usano per i loro sporchi interessi. Non me ne vogliate voi appartenenti alle Forze dell’Ordine che leggerete, perchè in voi risiedono ancora uomini e donne che lavorano con nel cuore i più alti valori che l’uniforme comprende. Purtroppo però dobbiamo essere sinceri e abituarci a lasciare da parte l’ipocrisia ed essere sinceri con chi è il vero vostro datore di lavoro: Il Popolo. Non potete pensare di essere nel giusto quando non protestate col popolo davanti a Presidenti che siedono senza il voto democratico del popolo, non potete ancora sostenere di fare il bene comune quando difendete chi ha fatto ammazzare vostri colleghi che difendevano uomini Liberi e Giusti (Borsellino, Falcone e altri) nel mantenimento del vero senso di quel giuramento sopra riportato. Non potete ancora sentirvi nel giusto quando cortei di persone disoccupate protestano perchè gli viene tolta la dignità, e vogliono un lavoro per sfamare i figli, figli che anche voi avete e che anche voi sfamate per 1200/1300 euro al mese rischiando la vita, senza mezzi necessari per fronteggiare i reali criminali, che non sono certo i padri o le madri di famiglia che scendono in piazza stanchi per gli stenti che le loro famiglie stanno subendo per tenere alti i tenori di vita dei potenti. Il vostro lavoro è salvaguardare il cittadino e assicurare alla giustizia il delinquente, mentre ora è tutto al contrario. Difendete il delinquente dandogli addirittura la scorta, che froda, che ha ucciso o fatto uccidere, che ha contatti con la mafia (aggiungetene voi che ne sapete ancor più di me se necessario) mentre lasciate senza sostegno i cittadini. Allora mi chiedo: è questo il senso di quell’uniforme che voi portate? Se è cosi spogliatevi da caschi e scudi, togliete i fregi o alamari e camminate accanto al popolo, per la prima volta nella storia d’Italia abbiate questo coraggio, come Salvo D’Acquisto  lo ebbe per difendere gli innocenti. La democrazia è in pericolo e quando cadrà sotto i colpi dell’indifferenza anche vostra e non ci sarà pagnotta neanche per voi, come già non ce n’è per sanità, scuole, servizi, a chi manganellerete se non voi stessi per non aver posto riparo a tempo debito a questo sfacelo? Cosa succederà a quel punto? Vi prego di aprire gli occhi, anche se so bene che è difficile quando per una vita si è creduto in qualcosa e di colpo questo inizia a tremare, ma siate curiosi e sforzatevi di documentarvi in qualsiasi modo o da qualsiasi fonte per capire davvero cosa diamine sta succedendo nel nostro paese e nel mondo. Vi lascio ora con una citazione dell’ex Presidente della Repubblica ed ex Partigiano Sandro Pertini sperando che queste parole risuonino insistentemente nei vostri pensieri:

Da noi deve partire l’esempio di attaccamento agli istituti democratici e soprattutto l’esempio di onestà e di rettitudine. Perché il popolo italiano ha sete di onestà. Su questo punto dobbiamo essere intransigenti prima verso noi stessi, se vogliamo poi esserlo verso gli altri. Non dimentichiamo, onorevoli colleghi, che la corruzione è nemica della libertà.

— Sandro Pertini
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Santa Pazienza!!

Cos’è la pazienza? Un sentimento o una condizione di rassegnazione?

In un pianeta come il nostro, la pazienza assume i connotati della rassegnazione. Gli avvenimenti che da anni scorrono sotto i nostri occhi lo confermano. Certo è che la pazienza mutata in rassegnazione, quindi evolutasi di conseguenza in menefreghismo ed egoismo puro,  inquadra i politicanti nei confronti della collettività sul piano del “Possiamo fare ciò che vogliamo“.  La pazienza è una virtù se posta in essere in ambiti diversi da ciò che sono le decisioni sulla sorte di un popolo. La troppa “Pazienza”, valutando la realtà dei fatti, ci ha abituato ad atteggiamenti distaccati dalla politica e dal senso civico. La problematica più preoccupante arriverà quando, la popolazione sarà allo stremo delle forze, tanto che la tensione diventerà palpabile e cosi esplicita, da indurre i cittadini a scegliere come mezzo di risoluzione alle proprie problematiche la violenza più efferata. Allora la domanda nasce spontanea. Perchè non ravvedersi prima che ciò accada? Bè, con Pazienza rispondetevi alla domanda.lapazienza640x480

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