Oggi se guardiamo le nostre coste, bagnate da un mare splendido, troveremo molto probabilmente un barcone di clandestini a solcarlo. Ormai sono migliaia quelli che approdano nei paesi affacciati sul mare. I nostri politicanti cercano le soluzioni, l’Europa intera parla di soluzione al problema dei “barconi”. Il punto sul quale voglio soffermarmi è questo:”Chi ha creato il problema?”. A parte tutte le menzogne che ci vengono cantate ogni giorno in Tv, chiunque abbia un po’ di obbiettività e un minimo di conoscenza storica avrebbe la risposta. Una risposta scomoda, e che viene cancellata dalla mente per convenienza e pregiudizio. Se ricordiamo storicamente le espansioni coloniali dell’uomo occidentale possiamo iniziare a capire un po’ il presente. L’uomo bianco ha sempre cercato di strappare dalle mani di altri ciò che non era suo, solo ed esclusivamente per arricchire le corone d’appartenenza. Cancellando così, ogni diritto degli abitanti nativi di un paese. Non solo si appropriò delle terre, ma anche delle sue ricchezze, diamanti, oro, argento e chi più ne ha più ne metta. Per giustificare i loro misfatti, pubblicizzavano i nativi delle terre scoperte e conquistate come animali, senza cervello, miseri, inferiori come razza, intelletto e cultura. Il concetto di razza nasce e viene inculcato nelle menti degli occidentali, non solo negli “Zoo umani” nel quale venivano mostrati gli uomini di colore come se fossero bestie in gabbia, ma anche a livello scientifico, con studi e teorie da parte di scienziati che proclamavano la loro teoria di superiorità del bianco, con misurazioni di crani, peso del cervello ecc. ecc. tutte teorie smentite da altrettanti scienziati di colore, che in studi minuziosi avevano messo in discussione le teorie sulle razze di quegli anni. Era però difficile in un clima del genere per un “Negro” far valere le sue teorie, specialmente se si interponevano alle leggi dell’epoca. Durante il colonialismo, alcuni eserciti che arrivarono a conquistare territori africani credevano di trovare, come già ho detto, animali senza nessuna civiltà. In realtà molti rimasero stupiti dal trovare, regni organizzati alla perfezione, dove la disoccupazione era inesistente, un popolo civilizzato. Questa è ad esempio la storia del Congo di Donna Beatriz, leggete della sua vita. Pubblicizzare la loro inferiorità, trasformandoli agli occhi delle popolazioni europee come barbari e bestie incivili, era in realtà una scusa per giustificare i crimini che venivano commessi ai popoli proprietari per nascita, di terre ricche di materie prime e oro. Questa è solo una minima parte di ciò che succedeva durante i periodi coloniali, basta leggere su internet i crimini commessi dagli stati occidentali dell’epoca. Ed ecco che, il pregiudizio razziale è imperversato nelle società “Bianche” in maniera profonda. Ancora oggi questo è presente i maniera spaventosa, e ogni giorno aumenta, non tenendo conto del fatto che le guerre causate nei giorni nostri, in zone come Siria, Afghanistan, Libia. Iraq, sono sempre state causa di noi occidentali, sempre come all’epoca dei coloni per lo stesso identico motivo; gli interessi per le ricchezze territoriali, quali sono; petrolio e gas. Utilizzano gli stessi identici mezzi, creiamo un problema facendolo diventare un pericolo per la sicurezza, lo pubblicizziamo con ogni mezzo, poi una volta cotti per bene diamo la soluzione, che sarà quella più favorevole ai nostri interessi, guerra. Lo stesso metodo fu usato per gli uomini di colore, pubblicizzare paura del diverso,sottomettendoli, per gli scopi dei potenti. Ad ogni azione vi è una causa e un effetto! Infatti gli effetti di quelle guerre sono oggi sotto gli occhi di tutti. Città rase al suolo, società distrutte, uomini, donne e bambini che scappano dalle guerre e dalla miseria causata ancora una volta dall’uomo bianco. Ora con l’avvento di un esercito fondamentalista, finanziato tra l’altro e creato da persone col “volto pallido”, abbiamo paura che possano fare attentati a casa nostra. Questi, oggi, vivono e utilizzano il terrore e la miseria dei paesi bombardati e senza governi di controllo per acquisire forza e “militari” da sacrificare per la guerra contro l’impuro. Io rinnego la violenza , perchè lede il diritto di vita di ogni uomo, ma questo è l’effetto di una politica terroristica occidentale, che all’epoca di Napoleone veniva chiamata colonialismo, nell’era moderna “missioni di pace”. Probabilmente oggi, ci ritroveremo a dover combattere un nemico creato da noi stessi e da una politica iniziata da Antenati “Bianchi” che pagheranno i nuovi figli “Pallidi”, e pensare che sono di colore solo perchè nati in una zona geografica diversa dalla nostra e che il loro colore scuro, è dato da una concentrazione maggiore di melanina che li protregge dal sole cocente di quelle zone. Bisognerebbe oggi, solo riflettere…
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La storia si ripete
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avreste trovato a giocare a guardie e ladri per il paese, e non avreste assolutamente perso. La Domenica rigorosamente in chiesa, e al termine della funzione religiosa a pranzo dai nonni, e non vedevi l’ora perchè avresti giocato con i cuginetti. Ricordo quando si scambiavano le macchinette, un po’ come si faceva con le figurine, si usciva da scuola, si facevano i compiti e si aspettava che il compagnetto venisse con la sua busta di macchinine per fare l’equo scambio. Socializzare era importante, in realtà contava di più stare insieme. Avevamo grande inventiva, costruivamo case sugli alberi, fucili di qualsiasi misura con bastoni e pezzi di legno. Potevamo diventare con la nostra fantasia cacciatori, atleti di arti marziali, calciatori, poliziotti, ladri in una sola giornata, dipendeva solo ed esclusivamente da cosa volevamo in quel momento. L’inverno naturalmente era per noi una sofferenza per le sue giornate corte, il tempo lo si passava maggiormente a casa o se capitava dopo aver fatto i compiti a casa di qualche amico, ma non sempre. Quando la scuola finiva le giornate iniziavano ad allungarsi, e quasi immediatamente il sorriso sui visi bianchi e lisci di noi bambini aumentava in base a come la giornata diventava più lunga. In cuor nostro sapevamo benissimo che quando la giornata avrebbe avuto più ore di luce, le nostre mamme ci avrebbero permesso di giocare per qualche ora in più. Molte mamme non avevano patente, altre non guidavano se non in paese e per andare al mare si prendeva il pullman che ti portava nella spiaggia più vicina, con sabbia bianca finissima, un mare azzurro, limpido da non invidiare nulla ne ai Caraibi ne alle Maldive. Intorno alle 19.00 il pullman ci aspettava per il rientro e dopo un inverno potersi spogliare degli indumenti invernali, farsi il bagno in quel paradiso e sentire il sole sulla pelle era assolutamente una botta di vita. Quando si rientrava dopo aver cenato si usciva un po’ sotto casa per giocare a nascondino, poterci giocare di notte per noi era la fine del mondo (era più difficile essere trovati). Rientro entro mezzanotte, sforare l’orario datoci per il rientro significava punizione assicurata, e prenderla d’estate era una tortura pazzesca, voleva dire sentire i bambini giocare all’area aperta e darsi appuntamento per la sera mentre tu dietro le persiane rimanevi a guardare sperando che il tempo passasse in fretta. Oggi non vedo altro che bambini a tredici anni attaccati ai videogiochi o ai cellulari, e se in compagnia non sanno far altro che parlare di videogiochi, togliendo tempo alla socializzazione, all’inventiva, allo sport che tanto aiuta non solo nel socializzare ma a formare il carattere e ad acquisire sani principi e lezioni di vita. Non metto in dubbio che nell’era digitale un bambino che non sappia usare un computer sia, come dire, fuori dal mondo, ma penso che razionare la sosta davanti a questi apparecchi sia la cosa ideale, per far si che il bambino possa formare il suo carattere senza nascondersi dietro un dispositivo alle prime difficoltà riscontrate durante l’approccio con gli altri. Mi dispiace in un certo senso che molti bambini d’oggi non avranno possibilità di conoscere gli anni che in parte ho raccontato, oggi neanche i cartoni animati sono più quelli di una volta, oggi per imbambolare i bambini hanno fatto direttamente canali che li trasmettono ventiquattro ore su ventiquattro, a mio avviso scelta sbagliata che si rifà in pieno al discorso delle consolle. Oggi il mio pensiero è rivolto al passato e non potete capire che nostalgia…..




